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Unicità di Dio: La ilaha illa Allah – Non c’è divinità degno di culto eccetto Allah
La fede nell’assoluta unicità di Dio Onnipotente (Tawhid) rappresenta il pilastro fondamentale su cui si erge il magnifico edificio dell’Islam. Da questo principio sublime derivano tutti gli atti di culto e i nobili valori etici. Nonostante la solidità di questa credenza nei cuori dei fedeli, occasionalmente sorgono alcune incomprensioni che tentano di minare questo principio centrale, sostenendo l’esistenza di partner o di una prole di Dio – possa Egli essere esaltato ben al di sopra di tali affermazioni.
Questo articolo si propone di confutare queste asserzioni infondate con una logica inoppugnabile e prove chiare, attingendo sia a argomenti razionali che a evidenze scritturali. L’obiettivo è affermare la realtà di “La ilaha illa Allah” (Non c’è dio all’infuori di Allah), chiarendo le sue profonde virtù e significati completi, e sostenendo ciò con segni provenienti dall’universo osservabile e dai principi della ragione sana.
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Confutazione delle Affermazioni sull’Esistenza di discendenza o Partner di Iddio
L’affermazione secondo cui Dio avrebbe un eguale o un partner nel Suo dominio o nella Sua divinità è un concetto che si scontra sia con la ragione sia con i testi inequivocabili della rivelazione.
Di seguito vengono presentate le principali di queste incomprensioni e le relative confutazioni:
1. L’Umanità dei Profeti e la Negazione della Loro Meritevolezza di Culto
Una delle incomprensioni sollevate da alcuni è il tentativo di attribuire divinità a certi profeti e messaggeri, in particolare per quanto riguarda le loro nascite o creazioni miracolose. Se la nascita del Profeta Gesù (pace su di lui) da una madre senza padre è citata da alcuni come motivo per rivendicare la sua divinità, la creazione di Adamo (pace su di lui) è ancor più meritevole di tale stupore e riverenza, poiché Dio Onnipotente lo ha creato dalla polvere, senza padre né madre. Questo rappresenta un miracolo ancora più grande e un segno più chiaro della perfetta potenza del Creatore, Gloria a Lui.
Dio Onnipotente afferma nella Sua rivelazione definitiva: “In verità, l’esempio di Gesù presso Allah è come quello di Adamo. Lo creò dalla polvere; poi disse a lui: ‘Sii,’ e lui fu.” (Corano, Al Imran: 59).
Pertanto, la natura miracolosa della creazione è un segno dell’onnipotenza di Dio e del Suo potere unico di creare e ordinare, non una prova della divinità dell’essere creato, che è, nella sua essenza, un prodotto del disegno e del decreto divino.
Il principio fondamentale in questo contesto è che Dio Onnipotente non ha permesso a nessun essere umano, indipendentemente dal proprio status o rango, di invitare le persone a adorare se stessi anziché Iddio. La missione esclusiva dei profeti è quella di richiamare all’unità di Dio e di consacrarLo nell’adorazione. Dio Onnipotente confuta in modo decisivo qualsiasi شبهة (shubha – dubbio/incomprensione) in questo contesto, affermando:
“Non spetta a un essere umano [profeta] che Allah gli dia il Libro, l’autorità e la profezia e poi egli dica alla gente: ‘Siate miei servi piuttosto che di Allah,’ ma [invece, egli direbbe]: ‘Siate pii studiosi del Signore per ciò che avete insegnato del Libro e per ciò che avete studiato.’ Né vi ordinerebbe di prendere gli angeli e i profeti come signori. Vi ordinerebbe di discredere dopo che eravate stati musulmani?” (Corano, Al Imran: 79-80).
Questo nobile versetto nega categoricamente che qualsiasi profeta, incluso Gesù Cristo, figlio di Maria (pace su di lui), possa invitare le persone a venerarlo; piuttosto, la loro missione è quella di richiamare all’adorazione di Iddio.
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2. L’Impossibilità che la Divinità Adorata Possieda Deficienze Umane
Coloro che rivendicano la divinità di un essere creato, come possono trascurare la natura umana intrinseca che accompagna tale essere, una natura che contraddice gli attributi di perfezione assoluta che si addicono al vero Dio? Un essere creato, chiunque esso sia, è intrinsecamente bisognoso: mangia per soddisfare la fame, beve per placare la sete e necessita di espellere rifiuti affinché il proprio sistema funzioni. Questi sono tutti attributi di deficienza inadeguati al Dio che è Autosufficiente, libero da ogni bisogno.
Il Corano ha fatto riferimento a questa realtà nel contesto di Gesù e di sua madre (pace su di loro), affermando:
“Il Messia, figlio di Maria, non era altro che un messaggero; [altri] messaggeri sono passati prima di lui. E sua madre era una sostenitrice della verità. Entrambi mangiavano cibo. Guarda come rendiamo chiare loro le prove; poi guarda come sono ingannati.” (Corano, Al-Ma’idah: 75).
Il fatto che entrambi mangiassero cibo è una prova conclusiva della loro umanità e dei loro bisogni, che nega la divinità.
Allo stesso modo, Dio ha comandato al Suo Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui), sigillo dei profeti e maestro dei messaggeri, di dichiarare la sua umanità alla gente:
“Di’ [O Muhammad], ‘Io sono solo un uomo come voi, a cui è stato rivelato che il vostro Dio è un Dio solo.'” (Corano, Al-Kahf: 110).
Infatti, Dio, Gloria a Lui, è l’Autosufficiente, il Degno di Lode; Egli né mangia né è nutrito, ed è l’As-Samad (Il Maestro Eterno, Assoluto, Autosufficiente) a cui tutte le creature si rivolgono nei loro bisogni.
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3. L’Impossibilità di Divinità Multiple e l’Ordine Cosmico come Prova di Unicità
Se ipoteticamente assumessimo l’esistenza di più di un dio per questo universo, ciò porterebbe inevitabilmente a conflitti e disaccordi riguardo all’autorità e alla gestione, e l’incredibile ordine cosmico che osserviamo collasserebbe. Dio Onnipotente afferma: “Se ci fossero stati nel cielo e sulla terra dei dèi oltre ad Allah, entrambi sarebbero stati rovinati. Così elevato è Allah, Signore del Trono, sopra ciò che descrivono.” (Corano, Al-Anbiya: 22).
Questa straordinaria precisione nella creazione, dalla più minuta cellula vivente al movimento delle enormi galassie nell’immenso spazio, testimonia in verità che il Creatore è Uno, l’Unico Signore senza partner nel Suo dominio o nel Suo decreto.
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4. La Differenza Fondamentale Tra il Creatore Eterno e l’Essere Creato, Temporale
Tutto ciò che non è Dio Onnipotente è un essere creato e contingente, il che significa che non esisteva, poi è venuto all’esistenza, e la sua esistenza dipende dalla volontà e dal decreto del suo Creatore. Come può, allora, un essere limitato e creato, che ha un inizio e una fine, ascendere al rango di divinità, attributo che implica eternità e assoluta permanenza? Dio, Gloria a Lui, è “Il Primo e l’Ultimo, l’Ascendente e l’Intimo, ed Egli è, di tutte le cose, il Conoscitore.” (Corano, Al-Hadid: 3).
Quanto agli esseri creati, essi sono soggetti e subordinati, vincolati alle leggi dell’universo e ai principi di esistenza che il loro Creatore ha instillato in loro. Questo magnifico universo, con tutti i suoi cieli e terre, è stato creato molto prima dell’umanità. Come può, dunque, essere razionale adorare una fragile creatura umana, che non sa quando sarà creata in questo vasto universo, né quando giungerà il suo tempo stabilito per partire da esso, essendo solo una piccolissima parte di questa immensa esistenza? La vera servitù spetta unicamente al Creatore, colui che ha dato vita all’universo dal nulla e gestisce ogni cosa con la Sua Saggezza e Potenza.
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5. Il Principio della Responsabilità Individuale
Tra i principi fondamentali introdotti dall’Islam, che escludono qualsiasi pretesa di una persona di portare i fardelli di un’altra, c’è il principio della responsabilità individuale. Ogni essere umano è responsabile delle proprie azioni e sarà chiamato a rendere conto solo di esse nel Giorno del Giudizio. Dio Onnipotente afferma: “E nessun portatore di fardelli porterà il fardello di un altro. E se un’anima gravata chiama [un’altra] per [portare parte] del suo carico, nulla di esso sarà portato, anche se fosse un parente stretto.” (Corano, Fatir: 18).
È inconcepibile che qualcuno possa, dopo un certo periodo di tempo, portare i peccati o i fardelli degli altri, poiché ciò contraddice l’assoluta giustizia di Dio e il principio della ricompensa individuale, che è alla base del conto nel Giorno del Giudizio. Questo principio nega qualsiasi presunto intermediario tra Dio e la Sua creazione nella responsabilità per i peccati e afferma che ogni anima è responsabile per ciò che ha guadagnato.
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La Dichiarazione di Fede “La ilaha illa Allah” – Le Sue Sublimi Virtù e Significati Comprensivi
La dichiarazione di fede “La ilaha illa Allah” (Non c’è dio all’infuori di Allah) non è soltanto una formula da pronunciare, ma rappresenta una profonda convinzione radicata nel cuore, un principio che guida ogni aspetto della vita e il sostegno più solido che non verrà mai meno. Essa rappresenta il fondamento su cui si basa l’insegnamento di tutti i profeti e messaggeri.
Dio Onnipotente afferma:
“E non abbiamo inviato prima di te alcun messaggero se non che gli abbiamo rivelato: ‘Non c’è divinità tranne Me, quindi adorami.” (Corano, Al-Anbiya: 25).
Questa è la dichiarazione per la quale sono stati creati i cieli e la terra, sono state rivelate le Scritture, sono stati inviati i messaggeri e sono stati stabiliti i pesi della giustizia. È la chiave per il Paradiso, il cammino verso la salvezza dall’Inferno e il segno del successo in questo mondo e nell’aldilà.
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Mecca: Ka‘ba – La rappresentazione terrestre del Trono divino
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1. Le Sue Immense Virtù e i Suoi Frutti Abbondanti
Numerosi e nobili detti profetici (hadith) illustrano la grande virtù di questa benedetta dichiarazione, tra cui:
- La Chiave del Paradiso: Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: “Chi muore affermando che non c’è dio all’infuori di Allah entrerà in Paradiso.” (Sahih Muslim).
- Salvezza dal Fuoco dell’Inferno: Egli (pace e benedizioni su di lui) disse anche: “In verità, Allah ha reso il Fuoco dell’Inferno proibito a chiunque dica: ‘Non c’è dio all’infuori di Allah’, cercando con ciò il Volto di Allah.” (Sahih Al-Bukhari).
- La Migliore Forma di Ricordo: Egli (pace e benedizioni su di lui) chiarì che è il modo migliore per il servo di avvicinarsi al suo Signore attraverso il ricordo, dicendo: “Il miglior ricordo è ‘La ilaha illa Allah’.” (Sahih At-Tirmidhi).
- Condizione per Entrare in Paradiso con Sincerità: In un altro hadith: “Chiunque testimoni che non c’è dio all’infuori di Allah, con sincerità e dal profondo del cuore, entrerà in Paradiso.” (Sahih Al-Jami’).
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2. Il Suo Profondo Significato: Decisa Negazione e Ferma Affermazione
Questa dichiarazione di monoteismo si fonda su due pilastri essenziali, senza i quali la fede non può essere considerata autentica:
- Negazione (An-Nafy):
Consiste nel negare ogni forma di divinità a tutto ciò che non sia Dio, l’Altissimo. Solo Lui è il Creatore, il Sostenitore e il Sovrano di ogni cosa; nessuno oltre Lui ha il diritto di essere adorato. Questa negazione si estende a tutto ciò che viene adorato al di fuori di Allah, siano essi idoli, esseri umani, angeli o qualsiasi altra creatura. - Affermazione (Al-Ithbat):
Consiste nell’affermare la vera divinità esclusivamente per Dio, senza alcun socio. Solo Lui è degno di ogni forma di adorazione, grazie ai Suoi attributi di Perfezione, Maestà e Bellezza, e ai Suoi Nomi più belli e alle Sue qualità sublimi. Dio l’Altissimo dice nel Corano:«Egli è Allah, il Creatore, Colui che dà inizio alla creazione, Colui che plasma; a Lui appartengono i Nomi più belli. Tutto ciò che è nei cieli e sulla terra Lo glorifica. Egli è l’Eccelso, il Saggio.» (Corano, Al-Hashr: 24).
Gli studiosi hanno interpretato questo concetto come:
“Attribuire ad Allah l’esclusività dell’adorazione, con la ferma convinzione che Egli è il Signore, il Creatore, il Padrone e il Sovrano di tutte le cose, Colui che gestisce ogni questione, possedendo tutti gli attributi di perfezione ed essendo libero da ogni imperfezione.”
Questo implica il riconoscimento e la realizzazione delle tre categorie della Tawhid:
- Tawhid ar-Rububiyyah (Unicità della Signoria):
consiste nel riconoscere con certezza che Allah è il Signore di ogni cosa, il Sovrano, il Creatore, il Sostenitore e il Regolatore dell’universo, senza alcun socio o partner in queste prerogative. - Tawhid al-Uluhiyyah (Unicità dell’Adorazione, o Tawhid al-‘Ibadah):
significa riservare ad Allah solo tutte le forme di adorazione, sia esteriori che interiori, verbali e fisiche. Solo Lui viene invocato, a Lui soltanto si chiede aiuto, in Lui soltanto si ripone fiducia, e solo per Lui si compiono sacrifici e voti, così come tutti gli altri atti di culto. - Tawhid al-Asma’ wa-s-Sifat (Unicità dei Nomi e degli Attributi):
consiste nell’affermare per Allah ciò che Egli ha affermato per Sé stesso, oppure ciò che il Suo Messaggero (pace e benedizioni su di lui) ha affermato per Lui, tra i Nomi più belli e gli Attributi più elevati, in una maniera che si addice alla maestà e alla grandezza di Allah,
senza:- alterare il significato (tahrif),
- negare (ta’til),
- attribuire una modalità o chiedersi “come” (takyif),
- né paragonarli alle caratteristiche delle creature (tamthil).
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3. Manifestazioni dell’Unicità di Dio nell’Universo e nell’Uomo
Questo vasto universo, con la sua creatività, perfezione e ordine preciso, testimonia, attraverso il suo stesso stato, che ha un unico Creatore, Saggio e Onnipotente. I segni dell’Unicità di Dio sono evidenti in ogni atomo dell’esistenza e in ciascuno dei Suoi segni disseminati negli orizzonti e dentro noi stessi:
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1. La prova della creazione e dell’origine:
Anche solo un semplice sguardo a questo universo, dalla più piccola creatura alla più grande galassia, offre una prova inequivocabile dell’esistenza di un Origine che lo ha fatto emergere dal nulla. È impensabile che questo universo si sia creato da sé o sia nato per puro caso. Dio l’Altissimo sfida i negatori dicendo:
«Sono forse stati creati dal nulla? O sono essi i creatori [di se stessi]? O hanno forse creato i cieli e la terra? In realtà, non sono affatto certi.» (Corano, At-Tur: 35-36).
Il fatto che la creazione dell’universo preceda quella dell’umanità, la complessità del suo sistema e l’incapacità dell’uomo di comprenderne pienamente la realtà, tutto ciò evidenzia la piccolezza della creatura di fronte alla grandezza del Creatore e annulla qualsiasi pretesa di diritto all’adorazione.
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2. La prova del decreto preciso e della perfezione:
Tutto ciò che esiste in questo universo segue un sistema preciso e un decreto esatto, che non vacilla né si disordina. Dalla traiettoria dei corpi celesti nelle loro orbite stabilite, al ciclo della vita e della morte nel mondo biologico, fino alle leggi fisiche e chimiche che regolano la materia e l’energia.
Dio l’Altissimo afferma:
«In verità, ogni cosa abbiamo creato secondo un decreto.» (Corano, Al-Qamar: 49),
e anche:
«Questa è l’opera di Allah, che ha perfezionato ogni cosa.» (Corano, An-Naml: 88).
Questa meravigliosa perfezione non può essere il frutto del caso o del disordine; al contrario, è una prova dell’esistenza di un Creatore Onnisciente e Sapientissimo.
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4. La prova della glorificazione cosmica universale
Tutti gli esseri di questo universo, dotati o privi di parola, glorificano il loro Creatore e testimoniano la Sua unicità, anche se noi non comprendiamo il loro modo di glorificare.
«I sette cieli, la terra e tutto ciò che vi è in essi Lo glorificano. Non c’è nulla che non Lo glorifichi con la lode, ma voi non comprendete il loro modo di glorificare. In verità, Egli è sempre Clemente, Perdonatore.» (Corano, Al-Isra: 44).
Questa glorificazione cosmica universale è un riconoscimento innato della grandezza e dell’unicità del Creatore.


