


<<Se ci penso mi viene lo schifo, (…) però che devo fare la carne è carne>>. Queste parole sono state pronunciate da uno dei sette uomini colpevoli dello stupro brutale di una giovane donna a Palermo. Questo commento dimostra una parziale consapevolezza dell’atto terribile che hanno compiuto, ma la frase “la carne è carne” smentisce ogni traccia di umanità.
Non solo l’enorme gravità del fatto di cronaca in sé, che vede una donna brutalizzata, ma anche l’apparato di commenti e giustificazioni portate dai sette colpevoli e le minacce di altre aggressioni alla ragazza per punirla di aver denunciato, sono schifosi e spaventosi. La completa mancanza di empatia verso un essere umano brutalizzato dimostra una preoccupante mentalità violenta e oppressiva.
<<Ficimo un macello, siamo stati un quarto d’ora compà e in un quarto d’ora lei si è sentita male ed è svenuta più di una volta…>>
<<Abbiamo fatto un macello, siamo stati un quarto d’ora insieme e in un quarto d’ora lei si è sentita male ed è svenuta più di una volta…>>
L’Islam insegna il rispetto e la protezione delle donne. Nel Corano, si afferma che le donne sono uguali agli uomini come esseri umani e che il rispetto per loro è un dovere: nel versetto si legge: “E tra i Suoi segni c’è questo: ha creato per voi mogli dalle vostre stesse specie, perché possiate trovare riposo in esse, e ha messo tra voi amore e misericordia. In questo ci sono segni per coloro che riflettono”. (Sura al-Rum, 30).
Nel Corano, si afferma che chi commette uno stupro deve essere punito con la massima severità: “Non sposate coloro che hanno commesso fornicazione fino a quando non si sono pentiti del loro peccato; se lo fanno, allora accettateli. Allah è Perdonatore e misericordioso” (Sura al-Nur, 33). In questo modo, l’Islam sottolinea l’importanza della punizione per i crimini sessuali e il valore della misericordia e del perdono per coloro che si pentono dei loro peccati.
La considerazione della donna non come un essere umano pari a chi perpetra la violenza, ma come un oggetto senza dignità e senza diritto alla pietà, è inaccettabile. Inoltre, se lo stupro è stato filmato, ciò significa che è stato apprezzato non solo dagli esecutori materiali, ma anche dai destinatari, anch’essi esecutori e responsabili dell’atto criminale.
Il caso dello stupro di Palermo dimostra l’urgenza di combattere la cultura dello stupro e della violenza contro le donne attraverso l’educazione, la prevenzione e la punizione dei colpevoli. L’Islam insegna il rispetto e la protezione delle donne, ma purtroppo molti uomini non rispettano questi principi fondamentali. È fondamentale che la società civile si assuma la responsabilità di giudicare questi atti come crimini orribili e non giustificarli o minimizzarli in alcun modo. Solo così si potrà creare una cultura di rispetto e dignità per tutte le persone, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa.
La violenza perpetrata contro le donne e la loro discriminazione rappresentano una pratica diffusa e trasversale in ogni parte del mondo. Questa piaga rappresenta ancora oggi una delle sfide più difficili da superare, richiedendo un impegno costante e determinato da parte di tutta la società per garantire la protezione e la dignità delle donne.
Redazione