


Mahsa Amini è stata arrestata a Tehran, il 13 settembre del 2022, dalla polizia religiosa per la mancata osservanza della legge sull’obbligo del velo in vigore dal 1981, poi modificata nel 1983, per tutte le donne in Iran, comprese le straniere. Dopo essere stata arrestata per aver indossato l’hijab in modo ritenuto “sbagliato”, è stata condotta in una caserma di polizia e in seguito, il 16 settembre 2022, dopo tre giorni di coma è deceduta in circostanze sospette. Tale evento ha suscitato l’indignazione dell’opinione pubblica nel Paese.

Dopo la morte della giovane ragazza iraniana, si sono scatenate diverse proteste e scontri in Iran. La morte di Mahsa Amini è diventata simbolo di violenza contro le donne. Amnesty International, ONG impegnata nella difesa dei diritti umani, ha chiesto un’indagine sull’accaduto. Il movimento decentralizzato Anonimus ha interrotto le comunicazioni tra diversi siti istituzionali iraniani come simbolo di sostegno alle proteste contro il regime
In Iran vengono emesse condanne a morte, i manifestanti sono giustiziati, sono state arrestate 15.000 persone e molti vivono nel terrore. Le organizzazioni islamiche europee sono vicine al popolo iraniano che protesta per i diritti violati, come la discriminazione sulle donne. Gli iraniani protestano contro il dispotismo e la tirannia del regime. Attualmente il popolo sta mantenendo la posizione ferma, senza indietreggiare nei confronti del governo della Repubblica Islamica dell’Iran.
Redazione