

Il duʿā è un atto di invocazione umile e sincero, attraverso il quale ci si rivolge ad Allāh chiedendo guida, protezione e perdono, ed esprimendo al contempo gratitudine. È un gesto che riflette la costante disponibilità del credente ad accogliere la misericordia e l’ascolto divini. Chi supplica riconosce la propria fragilità e il proprio bisogno, attestando che solo Allāh può concedere il bene e respingere il male: qui risiedono il significato del puro monoteismo e della devozione autentica.
Nelle quattro raccolte dei Sunan è riportato, da Nuʿmān ibn Bashīr, che il Profeta ﷺ disse: «Il duʿā (supplica) è adorazione». Poi recitò:
وَفِي ” السُّنَنِ الأَرْبَعَةِ” عَنِ النُّعْمَانِ بْنِ بَشِيرٍ، عَنِ النَّبِيِّ صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ قَالَ: إِنَّ الدُّعَاءَ هُوَ العِبَادَةُ ثُمَّ قَرَأَ: وَقَالَ رَبُّكُمُ ادْعُونِي أَسْتَجِبْ لَكُمْ إِنَّ الَّذِينَ يَسْتَكْبِرُونَ عَنْ عِبَادَتِي سَيَدْخُلُونَ جَهَنَّمَ دَاخِرِينَ
[Sunan al-Tirmidhī]
«E il vostro Signore dice: “InvocateMi e vi risponderò”. In verità, coloro che per superbia rifiutano di adorarMI entreranno nell’Inferno, umiliati.» (Corano 40:60)
Dal punto di vista linguistico, “qunūt” indica obbedienza, sottomissione, umiltà, silenzio e perseveranza nell’obbedienza ad Allāh.
Nella giurisprudenza islamica, il qunūt è il nome di un duʿā pronunciato durante la preghiera, in un punto specifico della posizione eretta (qiyām). In altre parole, è una permanenza prolungata in piedi con invocazione; come nel significato del detto profetico: «La migliore preghiera è quella in cui il qunūt è più lungo».
Il Duʿā al-Qunūt (دعاء القنوت) è tra le invocazioni più intense dell’Islām: permette al credente di rivolgersi ad Allāh in modo diretto, chiedendo guida, misericordia, protezione e perdono. Radicato nella Sunnah del Profeta Muḥammad ﷺ, si recita sia in preghiere abituali come il Witr, sia in circostanze eccezionali, nei momenti di grave difficoltà (an-Nawāzil). Oltre al suo valore spirituale, il qunūt educa all’umiltà e al totale affidamento ad Allāh; approfondirne il significato è un’occasione per rafforzare il legame con Lui e rendere più consapevole l’adorazione quotidiana.
Il Qunūt an-Nawāzil è una supplica straordinaria e temporanea recitata nelle cinque preghiere obbligatorie quando la comunità è colpita da calamità o sciagure gravi. In presenza di una prova collettiva — come aggressioni del nemico, persecuzioni, paura diffusa, crisi o epidemie — i musulmani invocano Allāh chiedendo aiuto, protezione e sollievo, finché la calamità non viene rimossa.
Questa supplica si recita nell’ultima rakʿah di una qualunque delle cinque preghiere obbligatorie, dopo essersi rialzati dal rukūʿ, come fece il Profeta ﷺ quando invocò contro determinate tribù. Poiché la natura della calamità può variare, il testo del qunūt viene in genere adattato alla situazione concreta.
È attestato che, quando una prova colpiva la comunità, il Profeta ﷺ recitasse spesso il qunūt nella preghiera dell’alba (Fajr); ed è riportato anche che lo recitasse in altre preghiere. A Medina invocò contro gli idolatri dei Quraysh per l’espulsione e le sofferenze subite, e pregò per i musulmani oppressi a Mecca, chiedendo ad Allāh di liberarli dal male del nemico e salvarli. Quando alcuni beduini attaccarono un gruppo di suoi Compagni, il Profeta ﷺ supplicò per loro per un intero mese.
È riportato — da Anas e da Abū Hurayra — che il Profeta ﷺ praticò il qunūt nei tempi di calamità nella preghiera del Fajr e in altre occasioni. Perciò, se una prova colpisce i musulmani gli imam possono recitare il qunūt nell’ultima rakʿah del Fajr, dopo il rukūʿ, per la durata della calamità (giorni, un mese o quanto necessario), per poi interromperlo al venir meno della causa.
Quanto alla collocazione del qunūt prima o dopo il rukūʿ, secondo la maggior parte degli ahadith e l’opinione della maggioranza degli studiosi esso si recita dopo il rukūʿ; tuttavia, recitarlo prima del rukūʿ è ugualmente valido.
ʿĀṣim riferì: «Chiesi ad Anas se il qunūt venisse osservato prima o dopo il rukūʿ. Rispose: “Prima del rukūʿ”. Dissi: “La gente ritiene che il Messaggero di Allāh ﷺ abbia fatto qunūt dopo il rukūʿ”. Disse: “Il Messaggero di Allāh ﷺ lo fece dopo il rukūʿ per un mese, invocando contro coloro che avevano ucciso alcuni suoi Compagni chiamati i recitatori (del Corano)”».
وَحَدَّثَنَا أَبُو بَكْرِ بْنُ أَبِي شَيْبَةَ، وَأَبُو كُرَيْبٍ قَالاَ حَدَّثَنَا أَبُو مُعَاوِيَةَ، عَنْ عَاصِمٍ، عَنْ أَنَسٍ، قَالَ سَأَلْتُهُ عَنِ الْقُنُوتِ، قَبْلَ الرُّكُوعِ أَوْ بَعْدَ الرُّكُوعِ فَقَالَ قَبْلَ الرُّكُوعِ. قَالَ قُلْتُ فَإِنَّ نَاسًا يَزْعُمُونَ أَنَّ رَسُولَ اللَّهِ ﷺ قَنَتَ بَعْدَ الرُّكُوعِ. فَقَالَ إِنَّمَا قَنَتَ رَسُولُ اللَّهِ صلى الله عليه وسلم شَهْرًا يَدْعُو عَلَى أُنَاسٍ قَتَلُوا أُنَاسًا مِنْ أَصْحَابِهِ يُقَالُ لَهُمُ الْقُرَّاءُ.
[Ṣaḥīḥ al-Bukhārī]
Il Qunūt al-Witr non è obbligatorio: è una supplica volontaria (Sunnah) recitata nella preghiera del Witr, ed è particolarmente raccomandata nell’ultima metà di Ramaḍān. Non vi è quindi alcun problema nel lasciarla talvolta. Il Qunūt al-Witr è un momento di intensa connessione spirituale per chiedere guida, misericordia, protezione e benedizione ad Allāh a conclusione della preghiera notturna.
Non sappiamo se il Profeta ﷺ persistesse nel recitare il Qunūt al Witr, così come non sappiamo se lo tralasciasse in alcune occasioni e lo recitasse in altre.
I Compagni del Profeta ﷺ, di conseguenza, praticarono il qunūt nel Witr nell’ultima metà del mese: questa prassi (Qunūt nella seconda metà di Ramaḍān) è attestata da riporti autentici da ʾUbayy ibn Kaʿb. Quando ʿUmar ibn al-Khaṭṭāb riunì la gente per il Tarāwīḥ in congregazione (Qiyām Ramaḍān), incaricò ʾUbayy ibn Kaʿb di guidare; e durante quel periodo ʾUbayy talvolta ometteva il qunūt.
Tra le forme più diffuse del duʿā del Qunūt al-Witr vi è:
Allahumma ihdini fiman hadayta, wa ‘afini fiman ‘afayta, wa tawallani fiman tawallayta, wa barik li fima a‘tayta, wa qini sharra ma qadayta, fa innaka taqdi wa la yuqda ‘alayk, wa innahu la yadhillu man walayta, tabarakta Rabbana wa ta‘alayta.
Al-Ḥasan ibn ʿAlī riferì che il Profeta Muḥammad ﷺ gli insegnò le parole del qunūt del Witr, dicendo:
«O Allāh, guidami tra coloro che Tu hai guidato. Concedimi benessere tra coloro a cui hai concesso benessere. Prendimi sotto la Tua tutela tra coloro che hai preso sotto la Tua tutela. Benedici per me ciò che mi hai donato. Proteggimi dal male di ciò che hai decretato: Tu decreti e nessuno può decretare contro di Te. Non è umiliato colui che Tu proteggi e sostieni. Benedetto ed eccelso sei Tu, nostro Signore.»
عَنْ أَبِي الْحَوْرَاءِ، قَالَ قَالَ الْحَسَنُ عَلَّمَنِي رَسُولُ اللَّهِ صلى الله عليه وسلم كَلِمَاتٍ أَقُولُهُنَّ فِي الْوَتْرِ فِي الْقُنُوتِ
“اللَّهُمَّ اهْدِنِي فِيمَنْ هَدَيْتَ وَعَافِنِي فِيمَنْ عَافَيْتَ وَتَوَلَّنِي فِيمَنْ تَوَلَّيْتَ وَبَارِكْ لِي فِيمَا أَعْطَيْتَ وَقِنِي شَرَّ مَا قَضَيْتَ إِنَّكَ تَقْضِي وَلاَ يُقْضَى عَلَيْكَ وَإِنَّهُ لاَ يَذِلُّ مَنْ وَالَيْتَ تَبَارَكْتَ رَبَّنَا وَتَعَالَيْتَ
[Sunan Abu Dāwūd]
Altre versioni note del Duʿā al-Qunūt:
“اللهم إنا نستعينك ونستهديك ونستغفرك، ونؤمن بك ونتوكل عليك، ونثني عليك الخير كله، ونشكرك ولا نكفرك، ونخلع ونترك من يفجرك.”
اللهم اهدنا فيمن هديت، وعافنا فيمن عافيت، وتولنا فيمن توليت، وبارك لنا فيما أعطيت، وقنا واصرف عنا برحمتك شر ما قضيت، فإنك تقضي ولا يقضى عليك، ومن تواله لا يذل، ومن عاداك لا يعز. تباركت يا ربنا وتعاليت، لك الحمد على ما قضيت، ولك الشكر على ما أعطيتنا. نستغفرك ونتوب إليك. اللهم اقسم لنا من خشيتك ما يحول بيننا وبين معصيتك، ومن طاعتك ما تبلغنا به جنتك، ومن يقين يهون علينا مصائب الدنيا
«O Allāh, guidaci tra coloro che Tu hai guidato; concedici benessere tra coloro a cui hai concesso benessere; prendici sotto la Tua tutela tra coloro che hai preso sotto la Tua tutela; benedici ciò che ci hai donato; e, con la Tua misericordia, salvaci e tieni lontano da noi il male di ciò che hai decretato. In verità Tu decreti e nessuno può decretare contro di Te. Colui che Tu sostieni non è umiliato, e colui che Tu avversi non è onorato. Benedetto ed eccelso sei Tu, o nostro Signore. A Te la lode per ciò che hai decretato, e a Te il ringraziamento per ciò che ci hai donato. Chiediamo perdono e ci rivolgiamo a Te con pentimento. O Allāh, concedici una parte del timore di Te che ci separi dalla disobbedienza, e un’obbedienza che ci conduca al Tuo Paradiso, e una certezza che renda più sopportabili le prove della vita terrena.»
Il Qunūt al-Witr si recita nell’ultima (terza) rakʿah del Witr, di norma dopo la recitazione della sūra e prima o dopo il rukūʿ (prima di entrare nel sujūd). È anche lecito invocare qualunque bene per questa vita e per l’Aldilà. È raccomandato pregare per il Profeta ﷺ dopo la supplica, e per chi prega dietro l’imam è raccomandato dire “Āmīn” alle sue invocazioni.
Redazione