


L’educazione è la spina dorsale di tutte le forme di pratica che senza dubbio guidano tutti noi, in tutti i nostri percorsi di vita; essa svolge un ruolo fondamentale per consentirci di prendere decisioni consapevoli che armonizzino il nostro rapporto con il Creatore, liberandoci, inoltre, dal disordine sociale. L’islam attribuisce molta importanza all’educazione, e apre a questa grande virtù con un approccio molto formale di ricerca della conoscenza, in primo luogo, attraverso la lettura. Ecco perché nella prima rivelazione Allah ordinò al profeta Muhammad ﷺ di leggere.
اقْرَأْ بِاسْمِ رَبِّكَ الَّذِي خَلَقَ، خَلَقَ الْإِنْسَانَ مِنْ عَلَقٍ، اقْرَأْ وَرَبُّكَ الْأَكْرَمُ الَّذِي عَلَّمَ بِالْقَلَمِ، عَلَّمَ الْإِنْسَانَ مَا لَمْ يَعْلَمْ
“Leggi nel nome del tuo signore che ha creato, (che) ha creato l’uomo da un mero grumo di sangue rappreso. Leggi, e il tuo Signore è il più generoso. Colui che insegnò (l’uso) della penna, insegnò all’uomo ciò che non sapeva” (Corano 96:1-5).
Questo versetto, in linea di principio, svela la logica per apprezzare la grandezza di Allah e il Tawḥīd. In realtà, non dobbiamo semplicemente credere nella sua unicità, ma dobbiamo imparare attivamente e ottenere la conoscenza per comprendere, veramente, la Sua grandezza e unicità, in modo da rimanere saldi sul sentiero della rettitudine. Il versetto guida ulteriormente l’umanità nella ricerca della conoscenza per sviluppare la competenza di sapere leggere prima di sapere scrivere.
Del resto, dal punto di vista logico, un qualsiasi percorso di conoscenza inizia prima con la lettura e poi con la scrittura, anche a livello accademico. In secondo luogo, il versetto indica il fatto che la conoscenza non sia un’opzione, ma, piuttosto, basandosi sull’insegnamento del profeta Muhammad ﷺ, che la ricerca della conoscenza sia obbligatoria per ogni musulmano. Questo versetto inoltre indica, come la conoscenza sia indispensabile per qualsiasi essere umano affinché sia in grado di vivere con uno scopo.
In effetti, il Corano pone massima enfasi sull’importanza di acquisire conoscenza e, in un versetto, viene posta una domanda retorica:
قُلْ هَلْ يَسْتَوِي الَّذِينَ يَعْلَمُونَ وَالَّذِينَ لا يَعْلَمُونَ
“Possono essere considerati uguali coloro che sanno e coloro che non sanno?” (Corano 39:2)
Allahﷻ esorta i credenti a pregare per il progresso nella conoscenza, e di conseguenza il musulmano deve continuare coerentemente il suo percorso di conoscenza per tutto il corso della vita. È importante notare che il profeta Mohammed ﷺ ha vissuto in modo sereno e libero dal perseguimento continuo di beni materiali. Non aspirava ad accrescere le proprie ricchezze, ma, esclusivamente a perseguire umilmente conoscenza e saggezza. In terzo luogo, ne consegue che ogni persona guadagna reputazione in virtù del livello di istruzione. La società ha grande considerazione delle persone istruite. A tal proposto, è interessante notare come l’Onnipotente affermi di elevare, allo stesso modo, coloro che sono credenti e coloro che eccellono in conoscenza. Pertanto, l’Islam ammette una distinzione delle persone se non per conoscenza, come capacità di guidare e influenzare gli eventi per il benessere della società.
Allah, L’Onnipotente dice:
يَرْفَعِ اللَّهُ الَّذِينَ آمَنُوا مِنكُمْ وَالَّذِينَ أُوتُوا الْعِلْمَ دَرَجَاتٍ
“Egli eleva coloro che sono fedeli e coloro che sono benedetti con la conoscenza”
(Corano 58:11)
A proposto di questo favore divino, riporto un evento particolarmente calzante, relativo alla decisione di Allah di creare Adam (su di lui la pace) e a tutto il dibattito che ne seguì con i Suoi angeli. Sono convinta che quando immaginiamo questa storia, ci si possano trarre importanti lezioni che ci tengano fermi nella ricerca della conoscenza. In primo luogo, gli Angeli, per loro si trattava di un vero e proprio NO. Hanno scelto liberamente di condividere la conoscenza di un essere umano peccaminoso che doveva ancora venire [cosa che effettivamente accade]. Nel Corano è scritto che Allah ﷻ insegò ad Adam (su di lui la pace) i nomi di ogni cosa, poi li mostrò agli angeli e disse:
أَنبِئُونِي بِأَسْمَاءِ هَٰؤُلَاءِ إِن كُنتُمْ صَادِقِينَ قَالُوا سُبْحَانَكَ لَا عِلْمَ لَنَا إِلَّا مَا عَلَّمْتَنَا إِنَّكَ أَنتَ الْعَلِيمُ الْحَكِيمُ
“Ditemi quei nomi se siete veritieri!” Loro (gli Angeli) dissero: per la tua divinità incondivisa! Non abbiamo conoscenza se non ciò che ci hai insegnato. In verità, Tu sei al-Alim (il Saggio) al-Hakim (il Sapiente)!” (Corano 2:32)
قَالَ يَٰٓـَٔادَمُ أَنۢبِئْهُم بِأَسْمَآئِهِمْ ۖ فَلَمَّآ أَنۢبَأَهُم بِأَسْمَآئِهِمْ قَالَ أَلَمْ أَقُل لَّكُمْ إِنِّىٓ أَعْلَمُ غَيْبَ ٱلسَّمَٰوَٰتِ وَٱلْأَرْضِ وَأَعْلَمُ مَا تُبْدُونَ وَمَا كُنتُمْ تَكْتُمُونَ
“Disse: “O Adamo, diglieli tu a loro i nomi”. Dopo che Adamo li ebbe informati (gli Angeli) dei nomi, Egli (Allah) disse (rivolto ad Angeli): “Non vi dissi che conosco i segreti dei cieli e della terra, e che so tanto ciò che esternate, quanto ciò che tenete nascosto?” (Corano 2:33)
Nonostante le sfide, alla fine l’uomo è stato in grado di superare la prova. In conclusione, possiamo comprendere che gli angeli sono esseri intelligenti, poiché servono un essere dotato di intelletto. Tuttavia, come esseri umani, ci consideriamo superiori per il modo in cui siamo stati creati, per il libero arbitrio e per la nostra capacità di apprendere e scoprire significati più profondi nelle cose che ci circondano. Le nostre diverse capacità e attitudini determinano una varietà di specializzazioni in diverse discipline. La possibilità di acquisire competenze attraverso l’apprendimento nel tempo libero è straordinaria, un’opportunità che gli angeli non possiedono in quanto privi della facoltà di apprendere e di fare cose non programmate. In breve, Adamo ha aperto la strada a questa complessità, al di là degli angeli. Per questo motivo e per la stessa nobile causa, il nostro modo di vivere dovrebbe essere caratterizzato dall’amore reciproco e dal sostegno completo.
Devo ribadire l’argomento secondo cui l’uomo gode del libero arbitrio e l’accesso alla conoscenza, che richiede l’apprendimento di tutto ciò che sia accessibile. L’unico tecnicismo risiede nell’intento e nell’uso delle conoscenze acquisite per compiacere l’Altissimo. La vita del profeta Mohammed ﷺ fu interamente dedicata all’educazione, per essere precisi, egli stesso fu educato e onorato per essersi istruito dall’angelo di Allah ﷻ, Jibril ( عليه السلام).
Il profeta era illetterato, e questo è un miracolo, perché non si è seduto davanti ad alcun insegnante né in classi ordinarie a cercare una promozione. Il miracolo che aveva lo scopo di sfidare chiunque attribuisse le sue capacità ad una qualsiasi altra divinità, piuttosto di apprezzare lo straordinario messaggio dell’Invisibile. Il profeta Mohammed ﷺ ci ha incoraggiato a perseguire la conoscenza e ad evitare le congetture, nella misura in cui, chiunque faccia qualcosa di piccolo o grande, senza aspirare alla sua approvazione e direzione, non guadagna alcuna ricompensa. Tutto ciò dimostra la virtù dell’educazione.
Nella storia della civiltà islamica del VII secolo, l’approccio olistico all’educazione occupa un ruolo di particolare rilievo. Durante questo periodo, si sono registrati significativi progressi scientifici, i cui benefici hanno interessato l’intera umanità. In particolare, durante il Califfato Omayyade (661-750), si è assistito a un’espansione nel campo scientifico, consentendo alle scienze del mondo ellenistico di prosperare in Siria e favorendo lo sviluppo di istituzioni educative ad Alessandria e Beirut. Successivamente, il Califfato Abbaside (750-c 1100) ha contribuito ulteriormente alla conservazione della cultura classica dell’Islam, portando a ulteriori progressi in questo ambito.
Tra le personalità più importanti, una tra le più famose e rispettate è Muhammad Ibn Sina, nome greco Avicena. Ha memorizzato il Corano a 10 anni ed era un musulmano praticante. Allah ﷻ ha benedetto tutta la sua conoscenza. Lui, è il padre della medicina, e uno dei suoi libri più famosi è “Il canone della medicina”. Delle 450 opere che si ritiene abbia scritto, ne sono rimaste circa 240, di cui 150 sulla filosofia e 40 sulla medicina.
C’è un altro grande matematico al-Kwarizmi che brillò nel IX secolo. Compilò tavole astronomiche, introdusse numeri indù (che divennero, poi, numeri arabi), formulò le più prima tavole trigonometriche e preparò un’enciclopedia geografica in collaborazione con altri 69 studiosi. Nelle prime scuole musulmane si approfondiva non solo lo studio del Corano e degli aḥadīth, ma vi si affrontavano studi pratici, come l’applicazione delle competenze tecnologiche allo sviluppo di sistemi di irrigazione, di innovazioni architettoniche, per la lavorazione dei tessuti, di prodotti in ferro e acciaio, in terracotta e in pelle, per la fabbricazione di carta per la polvere da sparo, per lo sviluppo del commercio e sulla manutenzione della marina mercantile.
Successivamente, nel X secolo, furono istituite delle madrase che insegnavano sia le scienze religiose che fisiche. Il contributo di queste istituzioni al progresso della conoscenza è stato vasto. Ad esempio, studiosi musulmani hanno calcolato l’angolo dell’eclittica, misurato le dimensioni della terra, calcolato la precessione degli equinozi; spiegato nel campo dell’ottica e della fisica, fenomeni come la rifrazione della luce, la gravità, l’attrazione capillare e il crepuscolo; e hanno sviluppato osservatori per lo studio empirico dei corpi celesti. Hanno fatto progressi nell’uso delle sostanze chimiche, erbe e spezie per i farmaci; hanno creato ospedali con un sistema di stagisti ed esterni; hanno scoperto le cause di alcune malattie, sviluppato anche giuste diagnosi; proposto nuovi concetti di igiene; fatto uso di anestetici in chirurgia con strumenti chirurgici di nuova innovazione; e hanno introdotto la scienza della dissezione in anatomia. Favorirono l’allevamento scientifico di cavalli e bovini; trovarono nuove modalità di innesto per produrre nuovi tipi di fiori e frutta; introdurranno nuovi concetti di irrigazione, fertilizzazione e coltivazione del suolo; e quindi migliorato la scienza della navigazione. Nell’area della chimica, la civiltà islamica ha portato alla scoperta di sostanze come il potassio, l’alcol, il nitrato d’argento, l’acido nitrico, l’acido solforico e il cloruro di mercurio. Importanti sviluppi sono stati raggiunti anche nell’arte tessile e nella lavorazione della ceramica.
È interessante notare che durante il XII e il XIII secolo, la maggior parte delle opere classiche riprese dagli scienziati musulmani furono tradotte dall’arabo all’ebraico e al latino. Successivamente, quindi, sono proprio queste traduzioni che furono strumentali nel determinare le prime fasi del risveglio intellettuale europeo, proprio quando l’Europa ha iniziato seriamente ad assorbire i frutti dei secoli di produttività creativa dell’islam.
In generale, l’Islam è uno stile di vita completo e i progressi di cui sopra ne sono la conseguenza. Tuttavia, oggi è necessario porsi queste domande fondamentali: stiamo percorrendo gli stessi percorsi per garantire una buona educazione? I genitori si assicurano di portare i loro figli in scuole di qualità che offrano la possibilità di apprendimento nelle diverse discipline? Gli insegnanti si stanno dedicando interamente per garantire che i giovani ottengano un apprendimento di qualità che garantisca il loro benessere in futuro? Gli insegnanti hanno le competenze per far in modo che gli studenti apprezzino la natura globale dell’Islam? Gli insegnati di teologia sono in grado di abbracciare la predicazione con un approccio contemporaneo che risponda ai dilemmi della società e quindi di apprezzare l’importanza dell’Islam? Consideriamo le nostre capacità individuali come Ibadah e le utilizziamo sinceramente per la diffusione dei valori dell’Islam e il piacere di Allah?
Sulla base dell’intuizione di cui sopra, desidero condividere alcune virtù dell’educazione su cui possiamo riflettere, valutare noi stessi e vedere come possiamo apprezzarle.
Dr.ssa Jannat