

“Quando il clero estremista predica odio, violenza e cerca di gettare i semi della discordia,
sta incitando la profanazione del nome di Dio”
Si è tenuto a Roma, il 26 gennaio, presso il Marriott Park Hotel, il convegno patrocinato dal King Hamad Global Centre for Peaceful Coexistance, in collaborazione con l’Università La Sapienza, dal titolo “Ignorance is the enemy of Peace: Understanding Religions and new challenges of education (L’ignoranza è la nemica della pace: capire le religioni e le nuove sfide dell’istruzione)”.

In mattinata, ha avuto luogo il dibattito, moderato dal prof. Alessandro Saggioro, docente ordinario di Storia e Antropologia delle religioni, presso l’Università La Sapienza. Sono intervenuti ospiti internazionali del calibro dell’ambasciatore Marco Suazo, attuale dirigente dell’UNITAR (l’Istituto per la Formazione e la Ricerca delle Nazioni Unite), Andrea Benzo, l’inviato speciale della Farnesina per il Dialogo e la Libertà religiosa, Krish Raval, fondatore e direttore di “Faith in Leadership”, Ambrogio Bongiovanni, direttore del Centro per gli Studi Interreligiosi della Pontificia Università Gregoriana di Roma, Debora Tonelli, in rappresentanza della Georgetown University e Viviana Premazzi, docente di Intelligence Culturale presso l’Università di Malta. I relatori hanno ricordato la recente visita di Papa Francesco nel Regno del Bahrain, evidenziando la centralità del dialogo e la necessità di un nuovo approccio pedagogico interculturale. Tra il pubblico vi erano numerosi studenti e dottorandi provenienti da differenti località e realtà culturali, fra cui alcuni giovani della Confederazione Islamica Italiana e dell’associazione GMI (Giovani Musulmani Italiani).

In serata, alla presenza di Sua Eccellenza Nasser al-Balushi, ambasciatore del Regno del Bahrain in Italia, dei rappresentanti delle numerose comunità religiose italiane e di alcune personalità illustri, ha avuto luogo la cena di gala, durante la quale è stata ufficialmente presentata in Europa la “Dichiarazione del Regno del Bahrain”, documento che sancisce formalmente l’impegno della monarchia del Golfo nella promozione del dialogo e della tolleranza fra le diverse realtà religiose.
“Celebriamo la religione come tra le più grandi forze del bene nel nostro mondo, che principalmente ha ispirato le persone a condividere lo stesso bene con i propri simili. La comunità mondiale riconosce che la fede e l’espressione religiosa siano dei diritti fondamentali e inalienabili. Tuttavia, ora, come in altri periodi del passato, la religione è troppo spesso usata come sanzione divina per diffondere odio e dissenso. Piuttosto che sostenere le persone durante una crisi, la religione è stata usata per contribuire alla crisi, e a volte ha creato ulteriori crisi”. (Dichiarazione del Regno del Bahrein)
Nella Dichiarazione, che contiene le indicazioni, gli obiettivi e i nobili messaggi del Re Hamad bin Isa Al Khalifa, il monarca del Paese viene riconosciuto il fatto che “le religioni possano essere in disaccordo nell’interpretare la volontà di Dio, ma tutte le religioni illuminate rifiutano di invocare il Suo nome per legittimare la violenza contro le persone innocenti. Questa è una chiara profanazione del Suo nome, piuttosto che un adempimento della Sua volontà”. Vengono quindi rinnegate “pratiche come la semina del terrore, l’incoraggiamento dell’estremismo e della radicalizzazione, gli attentati suicidi, la promozione della schiavitù sessuale e l’abuso di donne e bambini”.
In precedenza, la Carta è stata inaugurata per il Nord America a Los Angeles, nel 2017, con il patrocinio del principe Nasser bin Hamad al-Khalifa, e per il Sud America a San Paolo, nel 2020, alla presenza del presidente brasiliano Jair Bolsonaro. Durante la cerimonia, gli studenti sono stati premiati per la loro partecipazione all’evento.
Luca Mercuri