


Molte comunità musulmane in Europa, e molte altre nel continente africano e in Asia, si affidano alle dichiarazioni dell’Arabia Saudita per la determinazione della fine del Ramadan, piuttosto di tentare l’osservazione del crescente lunare, che segna la fine del Ramadan.
Potrebbe richiedere molta pazienza aspettare che il cielo si oscuri, permettendo di visualizzare la posizione dei pianeti e delle stelle, che, a loro volta, aiuterebbero a identificare la luna senza bisogno di telescopi o altri metodi di ingrandimento.
“Non hai bisogno di alcuna attrezzatura speciale o carte per vedere la luna” ha detto Akhlaaq Abdur-Razzaque, astrofotografo e coordinatore nazionale della New Crescent Society, un’organizzazione astronomica che mira a “celebrare il rapporto tra Islam, astronomia e fede” insegnando alle persone come vedere la luna ad occhio nudo, un’abilità radicata nella Sunnah del profeta Mohammed ﷺ.
Ibn Umar [che Allah sia soddisfatto di lui] riferì che il Messaggero di Allah disse in relazione al Ramadan: “Non digiunare fino a quando non vedi la falce di luna e non interrompere il digiuno finché non la vedi, ma se il tempo è nuvoloso calcolalo ” (Ṣaḥīḥ Muslim)
“Hai solo bisogno di una visione chiara del sole durante il tramonto e la luna nuova non sarà lontana”, ha aggiunto.
Quando molte delle moschee del paese annunciano la fine del Ramadan sulla base della luna nuova vista in Arabia Saudita, la dichiarazione getta nello scompiglio i piani dell’Eid al-Fitr di alcuni altri paesi mussulmani, anche perché i loro abitanti probabilmente lo festeggeranno in giorni diversi.
Non tutti i musulmani cercano di avvistare la luna nuova in modo indipendente. Per molti, soprattutto quelli che vivono in Europa, la conferma dell’Eid di solito arriva tramite la loro moschea, sotto forma di messaggio di testo, e-mail o notifica WhatsApp. Tali comunicazioni di solito affermano che la luna nuova è stata avvistata in un paese a maggioranza musulmana, come l’Arabia Saudita o l’Egitto.
Nella maggior parte dei casi, le moschee si sono affidate ai proclami fatti dall’Arabia Saudita. Nel 2002, l’Arabia Saudita ha istituito il calendario di Umm al-Qura, un calendario lunare che stabilisce in modo previsionale e scientifico, in ogni parte del mondo, quando abbia inizio il mese di Ramadan. Per molti musulmani, indipendentemente dalla loro vicinanza all’Arabia Saudita o al Medio Oriente, questo “calendario” costituisce il punto di riferimento per conoscere quando si possa ufficialmente annunciare la fine del Ramadan e interrompere il digiuno.
Tuttavia, le dichiarazioni circa l’avvistamento della luna hanno scatenato delle vere e proprie “guerre lunari“: controversie annuali – e accese discussioni occasionali – sulla validità di particolari avvistamenti lunari e sul fatto che un singolo paese abbia il diritto di dichiarare la fine del Ramadan per tutti gli 1,9 miliardi di musulmani del mondo.
Mentre una serie di organismi islamici internazionali, tra cui il Consiglio europeo per la fatwa e la ricerca (ECFR) e la Società islamica del Nord America (ISNA), sottoscrivono al calendario di Umm al-Qura, altri gruppi e studiosi sono molto più cauti. Alcuni arrivano al punto di metterne apertamente in discussione la metodologia e l’accuratezza.
Nel 2021, alcuni studiosi islamici con sede nel Regno Unito hanno sostenuto che per più di un decennio il calendario aveva avvistato la luna “un giorno prima di quando è fisicamente possibile vedere la nuova luna crescente” e che le previsioni circa le posizioni lunari erano spesso in contrasto con le carte di visibilità della luna registrate da altri astronomi.
Le critiche sono state a lungo rivolte al calendario saudita, anche da persone che vivono in Medio Oriente e Nord Africa. Nel 2011, Maged Abou Zahra, allora presidente della Jeddah Astronomical Society, disse ai media egiziani che la previsione dell’Arabia Saudita circa la determinazione della fine del Ramadan fosse impossibile da appurare con l’avvistamento.
Ciò significava che sarebbe stato possibile che i musulmani di tutto il mondo, seguendo il consiglio saudita, avrebbero potuto terminare il digiuno un giorno prima del previsto. Mentre le autorità saudite hanno respinto le dichiarazioni di Zahra, la controversia ha alimentato crescenti richieste ai musulmani di iniziare a utilizzare metodi più scientifici per condurre avvistamenti lunari nei loro paesi d’origine.
Tra quelle voci polemiche c’era Imad Ahmed, un dottorando all’Università di Cambridge, che ha poi fondato, nel 2016, la New Crescent Society.
“Le emozioni per gli avvistamenti della luna sono estremamente coinvolgenti; abbiamo sentito storie di controversie familiari e persino di imam licenziati dalle moschee per non essere d’accordo con gli avvistamenti della luna di altri paesi“, Imad Ahmed ha detto, aggiungendo che fare affidamento su altri paesi, per dichiarare l’avvistamento di una luna nuova, è “un fenomeno relativamente recente“.
Per lui, le origini delle controverse sull’avvistamento della nuova luna nell’Unione Europea possono essere ricondotte alla migrazione musulmana nel 20° secolo, quando “il maltempo e il cielo coperto rendevano difficile fare un’osservazione a occhio nudo“.
Sin dal suo inizio, la New Crescent Society ha formato dozzine di esperti osservatori che partecipano a eventi mensili di avvistamento in tutto il paese, come anche nei periodi di particolare interesse per la comunità islamica, solitamente svolti presso il Royal Observatory di Greenwich. Ahmed ritiene che la popolarità del gruppo possa essere attribuita al fatto che “la maggior parte delle persone trova un senso di meraviglia, spiritualità quando guarda verso le stelle“. Tuttavia, ha aggiunto, l’interesse che ha suscitato la New Crescent Society è anche dettato dalla necessità di avere riscontri oggettivi circa l’esito degli avvistamenti.
“Fare affidamento su informazioni secondarie sugli avvistamenti lunari può avere un impatto negativo sui musulmani“, ha affermato. “Abbiamo sentito di famiglie che non hanno mai celebrato l’Eid insieme perché sono sempre in disaccordo su quando è stata avvistata la luna nuova o sono in disaccordo sull’accuratezza della fonte delle informazioni“.
Secondo Ahmed, tali disaccordi possono anche minare la fiducia nelle moschee. La sua soluzione proposta è che i musulmani del Regno Unito creino il proprio calendario lunare islamico, basato su avvistamenti astronomici effettuati all’interno del paese.
È un’idea che già in passato fu presa in considerazione. Nel 1984, il dottor Iqbal Sacranie, il segretario generale fondatore del Consiglio musulmano della Gran Bretagna, ha tentato di riunire i leader delle moschee appartenenti alle più diverse denominazioni e orientamenti per concordare l’utilizzo dei dati del Royal Observatory al fine di determinare secondo la Tradizione l’inizio e la fine del Ramadan. Mentre in una prima fase sembrava che molti fossero d’accordo, successivamente un gran numero di moschee è tornato a basarsi sugli avvistamenti fatti in Paesi lontani.
Ahmed ritiene che i dati raccolti dalla New Crescent Society negli anni passati, forniscano una solida base su cui i musulmani del Regno Unito possano costruire il proprio calendario lunare. Infatti, questi considera il metodo adottato sulla base della Tradizione di fondamentale importanza per le generazioni future affinché si “si costruiscano istituzioni islamiche solide nel Regno Unito“. Tra gli ulteriori vantaggi di un calendario lunare musulmano del Regno Unito c’è la possibilità che l’Eid venga riconosciuto come festa ufficiale, qualcosa che la maggior parte dei giovani musulmani nel Regno Unito desidera fortemente, ma su cui non si può agire fintanto sussistano disaccordi interni circa la data effettiva.
Secondo Akhlaaq Abdur-Razzaque, l’importanza dell’astronomia pubblica non si basa esclusivamente sulla sua capacità di confermare l’accuratezza delle date significative del calendario islamico.
“L’astronomia ispira un senso di meraviglia”, ha detto. “Ci permette di apprezzare tutto ciò che Allah ci ha dato”.
In Italia, sulla base del protocollo di cooperazione scientifica siglato il 17 aprile 2020 tra il Centro Culturale Islamico d’Italia (Grande Moschea di Roma), unico ente islamico ufficialmente riconosciuto in Italia, e l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), sono state adottate alcune raccomandazioni, tra le altre: il bando per la formazione di una Rete Europea di Scienziati e Imam per affrontare la questione della osservazione lunare in Europa e per stabilire il calendario lunare europeo, e con particolare attenzione ai paesi del bacino settentrionale del Mediterraneo, come il Ministero degli Affari Religiosi del Marocco: Italia, Francia e Spagna, e con riferimento a Germania, Gran Bretagna, con l’ICOUK e altri paesi limitrofi.
I tentativi di avvistamento della Luna per l’inizio e la fine del Ramadan 1444AH/2023 che il Centro Culturale Islamico d’Italia ha organizzato in collaborazione con l’INAF, si sono svolti in varie località d’Italia, da sud a nord, con la partecipazione di rappresentanti della Confederazione Islamica Italiana, e delle Comunità pakistane e bengalesi.
Redazione
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