

Il rimedio all’angoscia esistenziale e ai capricci ideologici
Secondo la tradizione islamica, il principio dell’amore rappresenta un potente antidoto ai turbamenti spirituali ed ai capricci ideologici del mondo moderno. Jalāl al-Dīn Rumi ha proclamato al mondo attraverso una brillante poesia che l’unica cura per il dolore è l’amore, non l’amore transitorio che soccombe al passaggio di qualsiasi entità mondana, ma l’amore divino che dura per l’eternità. Ogni anima anela a questo amore nei suoi recessi più profondi, e solo questo amore può curare l’angoscia esistenziale dell’anima, dato che l’agonia esiste per la separazione da Dio, il vero amato. I sostituti ideologici della fede non fanno che esacerbare il dolore dell’anima e alla fine danneggiano la società, poiché tali alternative sono nate dal capriccio e dall’illusione. La penetrante intuizione di Jalāl al-Dīn Rumi fornisce all’essere umano i mezzi per trascendere l’illusione e la sua prescrizione emana direttamente dal cuore dell’Islam.
La contemplazione dell’essenza dell’Islam rivela l’amore come fondamento della religione e probabilmente il suo principio più intrinseco. Nel quinto capitolo del Corano, Allahﷻ dichiara ai credenti che chiunque di loro abbandoni la religione sarà sostituito da un popolo la cui descrizione più saliente è l’amore per il divino: “O voi che credete, se qualcuno di voi dovesse rinnegare la sua religione, ricordate che Allah susciterà un popolo che Egli amerà e che Lo amerà, un popolo umile verso i credenti e fermo verso i miscredenti (5:54). La frase “che Egli amerà e che Lo amerà è una frase scritturale che ha costituito la base del discorso spirituale musulmano per secoli. Inoltre, numerosi versetti coranici caratterizzano i giusti e gli obbedienti come coloro che Allah ﷻ ama, come ad esempio: “Allah ama coloro che compiono il bene” (2:195; 3:134, 3:148, 5:13, 5:93 ); «Allah ama molto coloro che si pentono e coloro che si purificano» (2,222); «Allah ama i pii» (3,76); «Allah ama i risoluti» (3,146); «Allah ama coloro che confidano [in Lui]» (3,159); e «Allah ama coloro che agiscono con equità» (60,8).
Nel Hadith, in Śaĥīĥ al-Bukhārī e Śaĥīĥ Muslim, è riferito: Quando Allah ﷻ ama un servo, convoca Gabriele e dice: Amo tale persona, quindi amatelo” Così, Gabriele lo ama, e proclama nei cieli: “In verità, Allahama tale persona, dunque amatelo”. Tutti i celesti lo amano, e di conseguenza quelli sulla terra sono attratti da lui. Un’altro hadith in Śaĥīĥ al-Bukhārī, vi è una delle spiegazioni più importanti, e indica che l’autentica esperienza religiosa è, per così dire, tinta con il colore dell’amore. Il profeta Mohamed ﷺ disse che Allah ﷻ ha affermato: Chi mostra ostilità a un Mio santo sarà colui verso il quale mostrerò ostilità. Il Mio servo si avvicina a Me con niente di più amato da Me di quello che gli ho reso obbligatorio, e il Mio servo continua ad avvicinarsi a Me con atti devozionali supererogatori finché lo amo. E quando lo amo, divento l’udito con cui ode, la vista con cui vede, la mano con cui afferra e il piede con cui cammina. Quando chiede di Me, certamente gli rispondo, e quando cerca la Mia protezione, certamente gliela fornisco. Pertanto, l’hadith procede lungo un sentiero verso quella destinazione nobile: l’obbedienza al comando divino. Eppure il linguaggio non rappresenta un’etica religiosa asciutta e meccanica; piuttosto, gli atti devozionali sono “amati” da Allah ﷻ e aprono le porte all'”avvicinarsi”. La particella teleologica ĥattā (fino a) significa una destinazione; la fermezza nella devozione culmina con la qualità più intrinseca alla santità: l’amore (“finché non lo amo”). Così, nell’Islam, l’amore è il telos di ogni pratica religiosa e la sua vera forza animatrice.
La descrizione profetica termina con la promessa di Allah ﷻ che tutti i bisogni dei santi saranno soddisfatti attraverso la loro supplica. Tuttavia, davanti a questa garanzia divina, l’hadith caratterizza il santo in una maniera insieme misteriosa e sconcertante: “E quando lo amo, divento l’udito con cui ode, la vista con cui vede…“, affermazioni che denotano una radicale perdita di identità da parte del servo, che apparentemente non può più identificarsi con il capriccio o l’ego personali ma si identifica solo con la volontà e la preferenza divina. L’amore di Allah, secondo la tradizione profetica, annienta il senso di identità in un modo che può essere definito solo mistico. Il santo si aliena dal suo ego e si riempie del ricordo di Dio, nella misura in cui solo il ricordo di Allahﷻ lo spinge ad agire. In ciò sta l’implicazione dell’amore di Allah ﷻper il santo, una diretta conseguenza di “Egli li ama, ed essi Lo amano“. Implica anche l’amore del santo per Allah. L’Imam al-Ghazālī sostiene che una piena comprensione dei nomi divini rivelati nel Corano richiede al devoto non solo di capirli e crederci, ma di imitarli in modo appropriato e metaforicamente “condividere” i loro significati, cioè, inculcare in sé le virtù umane che riflettono le perfezioni divine. Inoltre, l’amore di Allah ﷻ si traduce necessariamente in benevolenza e sincera empatia. In Al-Maqśad al-asnā (Lo scopo più nobile), l’Imam al-Ghazālī elenca i novantanove nomi sublimi di Allah ﷻ e, per ogni nome divino, ne spiega il significato e descrive la virtù che si deve coltivare per raggiungere il suo riflesso temporale. Riguardo al nome sublime al-Wadūd (il supremamente amorevole e gentile), afferma che un servitore riflette quel nome desiderando per gli altri ciò che si desidera per sé stessi. Imam al-Ghazālī continua: “La perfezione di quella virtù si verifica quando nemmeno la rabbia, l’odio e il danno che potrebbe ricevere possono trattenerlo dall’altruismo e dalla bontà. Come il messaggero di Allah – che la benedizione e la pace di Allah siano su di lui – disse, quando il suo dente fu rotto e la sua faccia fu colpita e sanguinante: “Signore, guida il mio popolo, perché non sa”. Nemmeno le loro azioni gli hanno impedito di agire con buone intenzioni”.
L’Imam al-Ghazālī sostiene che una piena comprensione dei nomi divini rivelati nel Corano richiede al devoto non solo di capirli e crederci, ma di imitarli in modo appropriato e metaforicamente “condividere” i loro significati, cioè, inculcare in sé le virtù umane che riflettono le perfezioni divine. “Rispecchiare” gli attributi di Allah ﷻattraverso tale maestria etica rappresenta la vera conquista del santo, la cui condizione necessaria è l’innamoramento di Dio, come spiega al-Ghazālī: “È inconcepibile che un cuore sia pieno di grande considerazione per un tale attributo e ne sia illuminato senza un desiderio che questo attributo segua su di esso, così come un appassionato amore per quella perfezione e maestà, intento ad essere adornato di quell’attributo nella sua totalità, per quanto è possibile a chi stima così esso.” Forse nessuna qualità descrive meglio la sostanza della santità dell’amore appassionato di Dio. Inoltre, l’amore di Allah ﷻ si traduce necessariamente in benevolenza e sincera empatia. Secondo il Corano, l’autentico amore di Allah ﷻ comporta l’emulazione del profeta Mohammed ﷺ e quindi l’osservanza della legge sacra, che a sua volta apre le porte dell’amore divino; «Dì: se ami veramente Dio, allora seguimi. Allahti amerà e perdonerà i tuoi peccati» (3,31).
Allah ﷻ è il Primo e l’Ultimo, il Manifesto e il Nascosto. L’uomo mostra il suo amore per il Manifesto attraverso l’interazione con le Sue manifestazioni che costituiscono l’ordine fenomenico del mondo, uno stadio su cui si attuano le disposizioni della Sacra Legge. Per i grandi santi dell’Islam, l’attuazione della legge sacra serve ad esprimere amore e ad approfondire la loro percezione della bellezza. Apre il sentiero luminoso per raggiungere l’amore eterno di Allahﷻ. Nella nostra epoca di angoscia e furia – quando la noia, la disperazione e il capriccio ideologico infettano tante menti e possiedono tanti cuori – il rimedio sta nella fede e nella pietà radicate nell’amore divino.