


Due donne di 49 e 24 anni sono state uccise nell’attacco al Centro ismailita di Lisbona perpetrato da un uomo armato di coltello. Il centro – uno dei pochi centri internazionali della comunità ismailita – funge da luogo di culto della comunità musulmana sciita presente in Portogallo.
Le vittime di origine portoghese lavoravano all’interno del centro quando sono state attaccate. L’aggressore secondo le fonti della polizia è Abdul Beshir, rifugiato afghano, vedovo dopo aver perso la moglie in un campo profughi in Grecia, dove era prima di arrivare poco più di un anno fa in Portogallo.
L’uomo ha compiuto l’attacco con un grosso coltello ed ha ucciso due donne e ferito in maniera grave un uomo, prima di essere colpito ad una gamba dai proiettili della polizia. Abdul Beshir, che è padre di tre figli e soffrirebbe di disturbi mentali, è stato bloccato dalla polizia, ed è attualmente ricoverato e in stato di fermo.
Il Centro ismailita di Lisbona, che è posizionato tra due ospedali, è stato costruito dalla Fondazione Aga Khan, ed ha aperto le sue porte nel 1998.
Il presidente della Repubblica, Marcelo Rebelo de Sousa ha espresso le condoglianze e la vicinanza alle famiglie delle vittime.
Redazione