

L’origine del “Tasāmuḥ” nella lingua araba è la radice سمح, che sta a significare la fluidità e la semplicità, come ha menzionato il grande filologo e lessicografo persiano Aḥmad Ibn Fāris. Mentre come termine tecnico il “Tasāmuḥ” è usato per due significati generalmente:
Dopo aver ricordato il significato della parola “Tasāmuḥ”, sia nella lingua che come termine tecnico, Yusuf عليه السلام invidiato dai suoi fratelli, visto l’amore e il prestigio che aveva negli occhi del padre e profeta, Giacobbe, spinse i fratelli gelosi a prendere una decisione, c’è chi voleva liberarsene una volta per tutte incitando ad ucciderlo, altri invece consigliarono di buttarlo giù da un pozzo. Disse Allah ﷻ a proposito del loro tranello: “Quando essi dissero: «Yusuf e suo fratello sono più cari a nostro padre, anche se noi siamo un gruppo capace. Invero nostro padre è in palese errore. Uccidete Giuseppe, oppure abbandonatelo in qualche landa, si che il volto di vostro padre non si rivolga ad altri che a voi, dopodichè sarete ben considerati. Uno di loro prese la parola e disse: Non uccidete Giuseppe. Se proprio avete deciso, gettatelo piuttosto infondo alla cisterna, che possa ritrovarlo qualche carovana»”. (12:8)
La decisione finale fu proprio quella di gettarlo giù da un pozzo, eppure dopo anni di prove e sofferenze diventò per destino di Allahﷻ , ministro dell’Economia d’Egitto, il Signore portò i fratelli che lo gettarono senza senso di riserbo fino a lui, lo riconobbero dicendoli: “Sei tu proprio Yusuf”? Lui rispose: “Io sono Yusuf e questo è mio fratello”. Yusuf عليه السلام avrebbe potuto in quel momento condurli al peggior castigo, vista la sua posizione, ma per timore di Allah preferì il perdono, il “Tasāmuḥ”, infatti disse a loro com’è menzionato nel Corano: «Oggi non subirete nessun rimprovero! Che Allah vi perdoni, Egli è il più misericordioso dei misericordiosi». (12:92)
Stesse parole le disse il sigillo dei Profeti, Moḥammad ﷺ, “oggi non subirete alcun rimprovero! Che Allah vi perdoni”. Disse queste saggie parole quando conquistò la Mecca, attorno a lui c’erano i compagni e gli abitanti della sua tribù Quraish, spaventati dalla grande forza religiosa che in pochi anni era riuscita ad espandersi e dal profeta che avevano davanti, colui che cambiò le pessime consuetudini a cui gli arabi erano abituati, in una purezza divina, il nobile Corano, che diede i diritti a donne, bambini, ricchi, poveri, tutti sullo stesso livello, rendendo il migliore di loro il più timorato di Allah ﷻ Il profeta ﷺ vide negli occhi di coloro che lo avevano cacciato dalla Mecca, insultato, sbugiardito un senso di terrore e vergogna, a quel punto disse: “ O gente di Quraish, cosa pensate faccia di voi”? Risposero: “Del bene, fratello generoso, figlio di un fratello generoso”!! Rispose a loro il profeta della misericordia: «Dico a voi ciò che ha detto Giuseppe ai suo fratelli, oggi non subirete alcun rimprovero! Che Allah vi perdoni».
Notiamo in questi due esempi riportati da due grandi profeti, Yusuf e Moḥammad – che la pace e la benedizione siano su di loro, come il perdono, il “Tasāmuḥ” può essere considerato come una regola generale, un principio su cui si deve basare la persona umana, il credente in primis. Questa caratteristica che è segno di un carattere elevato e di un grande cuore, colui che il giorno del Giudizio vuole arrivare con un cuore puro non può non avere come caratteristica il “Tasāmuḥ” , è proprio questo che spinse il secondo califfo Abu Bakr a perdonare e continuare a fare beneficienza a Miṣṭaḥ, pur avendo calunniato la figlia ‘Aisha, giudicata innocente dal Creatore dei mondi. Questo era il carattere del profeta, come ci ha riportato la madre dei credenti ‘Aisha che Dio sia compiaciuto di lei:” Il profeta non era osceno né pronunciava oscenità, non schiamazzava nei mercati, non restituiva il male subito, con lo stesso male, ma graziava e perdonava”. Concludiamo menzionando dei versi poetici riportati dal grande giurista al-Shāfi’i: Frequenta coi bei modi e perdona l’aggressore , Respingi la violenza con qualcosa di migliore . Siamo alle porte del miglior mese dell’anno, cerchiamo di cancellare tutte le ferite, perdonando e valorizzando ogni persona cosicché Allahﷻ ci valorizzi e ci apra le porte della sua misericordia, come dice il profeta, “abbiate misericordia di coloro che sono in Terra e avrà misericordia di voi coLui che è al di sopra dei cieli”.
“O Signor nostro non lasciare che i nostri cuori si perdano dopo che li hai guidati e concedici misericordia da parte Tua, in verità Tu sei colui che dona. O Allah, abbiamo mancato contro di noi, se non ci perdoni e hai misericordia di noi, saremo certamente tra i perdenti, Signore perdona noi e i nostri fratelli che ci hanno preceduto nella fede, e non porre nei nostri cuori alcun rancore verso i credenti, Signor nostro Tu sei dolce e misericordioso”. O nostro Signore, Te che sei il Perdonatore e ami il perdono, perdonaci.
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Detto riportato da Abū ‘Abdi Allah al-Judalī, narrato da al-Tirmidhī e Aḥmad. Uns al-Munqati’īn li’ibādati rabbi al-‘Ālamīn, 2-350.