

Una raccolta fondi per aiutare il Governo del Burkina Faso a combattere i terroristi che stanno cercando di impadronirsi del Paese.

Da oltre 6 anni il Burkina Faso è sotto assedio. Una guerra silenziosa, fuori dagli interessi internazionali, che da anni coinvolge anche il Mali. I terroristi si sono già impadroniti di circa il 40% del Paese. Arrivano nei villaggi, uccidono gli uomini (accusati di combattere a fianco del Governo) e bruciano tutto. Oltre 2 milioni gli sfollati, soprattutto donne e bambini, per non parlare dei morti. Agli angoli delle strade si vedono bambini poveri, senza più una famiglia, chiedere l’elemosina.
A fine gennaio il Governo guidato (in seguito al Colpo di Stato del 30 settembre 2022 che ha estromesso il Presidente Paul-Henri Sndaogo Damiba) da Ibrahim Traore, 34 anni, ha chiesto alla Francia di richiamare i soldati francesi, dopo le insurrezioni del popolo che non si sente difeso dalla Francia.
A combattere il terrorismo ora sono i burkinabè, che difendono la loro terra, la loro Patria a costo della vita. Sono circa 50mila i burkinabè stessi che hanno raccolto l’appello del Presidente Traore per combattere questo massacro. Anche i burkinabè che si trovano in Piemonte (Canavese compreso), Liguria e Valle d’Aosta, si sono mossi per raccogliere fondi da inviare al Governo, perché le guerre costano. L’iniziativa è partita dal Consiglio Superiore del Bukinabè all’Estero guidato dal delegato Patrice Kobanka che ha dichiarato:
<<Questo è il nostro modo di essere volontari e contribuire per la Patria. Questa raccolta ha permesso di conoscerci e di parlare del nostro Paese, dei problemi. Noi siamo qui, ma il nostro cuore è sempre in Burkina Faso dove si trovano le nostre radici. Ed è quello che cercano di fare i terroristi: distruggere le nostre radici per portarci via il Paese, facendoci morire due volte. Temiamo che possa scomparire. Dobbiamo essere uniti per la nostra Terra>>.
Redazione