


I sostenitori dello Stato Islamico (ISIS) stanno condividendo contenuti sulla piattaforma TikTok con sede in Cina per promuovere l’ideologia e le attività del gruppo, tra cui video di “Supporto [pro ISIS], Ribat [Guardia al fronte] e Jihad“. Si tratta di una vera e propria campagna sui social media lanciata da entità mediatiche pro-ISIS che incoraggia i sostenitori a rimanere impegnati nelle loro attività online di diffusione della propaganda jihadista e nella difesa della sua ideologia.I sostenitori dello Stato Islamico (ISIS)
Il 18 giugno 2023, un sostenitore ha pubblicato un video con diversi immagini che sono stati diffuse su Telegram questo mese da entità mediatiche pro-ISIS come Al-Dura’ Al-Sunni, Awar Al-Haq e altri.
Il video ha anche presentato un nashid che assicura ai sostenitori di ISIS che “la vittoria di Allah sta arrivando“.
L’account, che utilizza una foto del defunto califfo dell’ISIS, Abu Bakr Al-Baghdadi, come foto del profilo, ha pubblicato sette video utilizzando un hashtag che recita: “Al-Wala’ wal-Bara“, lealtà e disconoscimento, un principio salafita che l’ISIS e altri gruppi jihadisti promuovono per giustificare l’uccisione di coloro che vengono considerati “nemici” dell’Islam.
Un altro video relativo alla campagna mediatica jihadista ha presentato un poster diffuso dalla fondazione mediatica pro-ISIS Sarh Al-Khalafa, intitolato “Tu sei un esercito da solo“, che ha incoraggiato i sostenitori a diffondere contenuti e a sostenere ISIS sui social media. Il video ha anche presentato l’audio di un uomo che elogia i “mujaheddin su internet, che non si arrendono mai nonostante abbiano avuto i loro account cancellati centinaia di volte“.
L’uso dei social media da parte dei gruppi terroristici è una minaccia crescente per la sicurezza globale. Le piattaforme come TikTok, che hanno un enorme seguito tra i giovani, sono diventate un mezzo efficace per la propaganda e la radicalizzazione.
I governi di tutto il mondo stanno lavorando per trovare modi per contrastare questa minaccia, ma la soluzione non è facile. È necessario un approccio olistico che coinvolga la cooperazione internazionale, la tecnologia e la formazione per sensibilizzare il pubblico sui pericoli della propaganda online.
Per prevenire la diffusione di questa propaganda è necessario un impegno collettivo. Le autorità governative, le organizzazioni internazionali, le aziende che gestiscono i social media e la società civile devono lavorare insieme per individuare e rimuovere i contenuti radicali dai social media.
Ma non basta rimuovere i contenuti radicali dai social media. È anche importante proteggere i giovani dall’essere radicalizzati. Gli adolescenti sono particolarmente vulnerabili alla propaganda jihadista sui social media. Per questo motivo, è importante fornire loro un’educazione adeguata e una comprensione critica della propaganda jihadista.
In questo senso, gli imam e i leader di comunità possono svolgere un ruolo fondamentale. Essi possono fornire spiegazioni adeguate sulla religione islamica e sulla vera natura del jihad. Inoltre, possono lavorare con le autorità governative e le organizzazioni internazionali per sviluppare programmi di prevenzione della radicalizzazione.
La propaganda jihadista sui social media rappresenta una minaccia globale che richiede un impegno collettivo per essere sconfitta. Solo attraverso un lavoro congiunto delle autorità governative, delle organizzazioni internazionali, delle aziende che gestiscono i social media, della società civile, degli imam e dei leader di comunità possiamo proteggere i giovani dall’essere radicalizzati e sconfiggere questa minaccia globale.
Redazione