


Il violento attentato in una moschea di Peshawar, in Pakistan, ha provocato 61 morti e più di 51 feriti; molti fratelli e sorelle ancora sotto le macerie sono in attesa dei soccorsi. All’interno della struttura si stimano che ci fossero circa 200-350 persone.
L’atto terroristico è stato compiuto da un attentatore suicida. La moschea è situata nel centro storico, nei pressi del palazzo del Parlamento e di molti edifici governativi.
L’attentato è stato rivendicato dal gruppo dei talebani pachistani Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP), tramite il suo comandante Sarbakaf Mohmand.
Il gruppo militare armato (TTP) opera lungo il confine afghano-pakistano contro il governo, lottando per l’applicazione estremistica delle leggi islamiche nel Paese e per una riduzione della presenza militare pakistana nelle ex regioni tribali.
Il primo ministro pachistano Shebaz Sharif ha duramente condannato l’attacco. In un comunicato ha affermato che “non ha nulla a che vedere con l’Islam” e ha chiesto unità contro il terrorismo.
Redazione