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Luglio 29, 2026Il ghusl (غُسْل) è il lavacro rituale completo previsto dall’Islam per uscire dallo stato di impurità rituale maggiore (ḥadath akbar). È richiesto, ad esempio, dopo un rapporto sessuale, dopo l’emissione di liquido seminale e, per la donna, al termine delle mestruazioni e del nifās, il sanguinamento successivo al parto.
Ma come si fa correttamente il ghusl? Quando diventa obbligatorio? È sufficiente fare una doccia? È necessario lavare i capelli?
Il Qurʾān stabilisce il principio della purificazione maggiore, mentre la Sunnah del Profeta Muḥammad ﷺ ne descrive concretamente le modalità. La giurisprudenza islamica (fiqh) ha poi precisato gli elementi necessari e quelli raccomandati, registrando su alcuni aspetti differenze tra le quattro principali scuole giuridiche sunnite.
Che cosa significa ghusl?
Il termine arabo ghusl deriva dalla radice غ س ل (gh-s-l), legata semanticamente all’atto del lavare.
Nel linguaggio del fiqh, tuttavia, il ghusl non indica semplicemente una normale pulizia del corpo. È un lavacro rituale mediante il quale viene rimossa una condizione di impurità rituale maggiore.
Questa distinzione è importante.
Essere in stato di janāba non significa essere fisicamente sporchi né moralmente impuri.
Abū Hurayra raccontò di essersi allontanato dal Profeta ﷺ perché si trovava in stato di janāba. Quando spiegò la ragione del suo comportamento, il Profeta gli disse:
SUNNAH
«Il credente non diventa impuro.»
La janāba è quindi innanzitutto uno stato giuridico-rituale, non un giudizio negativo sulla persona o sul corpo umano.
Il ghusl nel Qurʾān
Uno dei principali fondamenti coranici del ghusl si trova nella sūra al-Māʾida:
QURʾĀN
«Voi che credete, quando vi disponete alla preghiera lavate i vostri volti e le vostre mani fino ai gomiti, passate le mani sul capo e lavate i piedi fino alle caviglie; e se vi trovate in stato di janāba, purificatevi completamente.»
Il versetto distingue il wuḍūʾ, per il quale vengono indicate specificamente alcune parti del corpo, dalla condizione di janāba, per la quale viene utilizzata l’espressione:
فَاطَّهَّرُوا – fa-ṭṭahharū
“Purificatevi completamente.”
Un secondo riferimento compare nella sūra al-Nisāʾ:
QURʾĀN
«E [non accostatevi alla preghiera] mentre siete in stato di janāba, finché non abbiate compiuto il lavacro.»
Il verbo taghtasilū (تَغْتَسِلُوا) appartiene alla stessa radice linguistica da cui deriva ghusl.
Quando è obbligatorio fare il ghusl?
La Sunnah permette di individuare con maggiore precisione le principali condizioni nelle quali il ghusl diventa obbligatorio.
1. Dopo l’emissione del liquido seminale
L’emissione del manī in seguito a eccitazione sessuale determina la necessità del ghusl.
La regola riguarda sia l’uomo sia la donna.
Umm Sulaym domandò al Profeta ﷺ se una donna che avesse avuto un sogno erotico dovesse effettuare il ghusl. Egli rispose:
SUNNAH
«Sì, se vede il liquido.»
Questo significa che il semplice sogno erotico non rende obbligatorio il ghusl se, al risveglio, non viene riscontrata alcuna emissione.
Viceversa, quando viene riscontrata l’emissione, il ghusl è necessario.
2. Dopo un rapporto sessuale, anche senza eiaculazione
Il ghusl diventa obbligatorio anche quando avviene un rapporto sessuale con penetrazione, indipendentemente dall’eiaculazione.
ʿĀʾisha riferì l’insegnamento profetico secondo il quale, quando avviene il rapporto:
SUNNAH
«Il ghusl è divenuto obbligatorio.»
La norma è attestata nelle raccolte autentiche e Ṣaḥīḥ Muslim dedica espressamente un capitolo all’obbligatorietà del ghusl quando avviene il rapporto, anche in assenza di eiaculazione.
Si tratta di un punto importante perché nella prima comunità islamica esistette inizialmente una disciplina differente, successivamente superata dalla norma definitiva attestata nella Sunnah.
3. Al termine delle mestruazioni
Il Qurʾān afferma:
QURʾĀN
«Ti interrogano riguardo alle mestruazioni. Di’: sono una condizione di disagio. Astenetevi dunque dai rapporti con le donne durante le mestruazioni e non avvicinatele finché non siano tornate pure. Quando poi si saranno purificate, avvicinatele nel modo che Allah vi ha prescritto.»
È significativa la successione tra yaṭhurna (يَطْهُرْنَ), che indica la cessazione della condizione mestruale, e taṭahharna(تَطَهَّرْنَ), che richiama la purificazione successiva.
Al termine delle mestruazioni la donna effettua quindi il ghusl prima di riprendere gli atti di culto che richiedono lo stato di purità rituale.
4. Al termine del nifās
Anche dopo la cessazione del nifās (نِفَاس), ossia il sanguinamento successivo al parto, viene effettuato il ghusl.
La giurisprudenza islamica assimila sotto questo profilo la conclusione del nifās alla conclusione delle mestruazioni.
Come fare il ghusl secondo la Sunnah
Una delle descrizioni più importanti del ghusl del Profeta ﷺ proviene da ʿĀʾisha.
SUNNAH
«Quando il Profeta ﷺ effettuava il ghusl dalla janāba, iniziava lavandosi le mani e poi compiva il wuḍūʾ come per la preghiera.»
Da questa e da altre tradizioni i giuristi distinguono generalmente fra ciò che è necessario alla validità del ghusl e la sua forma completa conforme alla Sunnah.
Ghusl passo passo: la forma completa
La modalità completa può essere eseguita nel seguente modo.
1. Formulare l’intenzione
Si compie il ghusl con l’intenzione (niyya) di eliminare lo stato di janāba o di impurità rituale maggiore.
L’intenzione risiede nel cuore.
Non è necessario pronunciare formule particolari ad alta voce.
NOTA DI FIQH
Secondo le scuole mālikita, shāfiʿita e ḥanbalita, la niyya è necessaria per la necessaria per la validità rituale del lavacro. Nella scuola ḥanafita, invece, l’intenzione è considerata Sunnah e non una condizione indispensabile di validità.
La soluzione più completa e prudente consiste quindi nel compiere sempre la purificazione maggiore con una chiara intenzione di purificazione.
2. Lavare le mani
Si iniziano a lavare accuratamente le mani.
È il primo gesto descritto da ʿĀʾisha nella pratica del Profeta ﷺ.
3. Lavare le parti intime
Si lavano le parti intime e si eliminano eventuali impurità materiali presenti sul corpo.
Occorre distinguere, infatti, fra la rimozione della najāsa, cioè dell’impurità materiale, e la rimozione dello stato rituale di janāba.
4. Compiere il wuḍūʾ
Il Profeta ﷺ effettuava quindi il wuḍūʾ come per la preghiera.
La forma completa del ghusl comprende perciò anche il risciacquo della bocca (maḍmaḍa) e del naso (istinshāq).
NOTA DI FIQH
Secondo le scuole ḥanafita e ḥanbalita, il risciacquo della bocca (maḍmaḍa) e del naso (istinshāq) rientra tra gli elementi obbligatori del ghusl. Secondo le scuole mālikita e shāfiʿita, invece, essi sono Sunnah e non costituiscono una condizione necessaria per la validità del ghusl.
Per seguire la forma più completa della Sunnah e tenere conto delle diverse posizioni giuridiche, è quindi consigliabile effettuare sempre sia la maḍmaḍa sia l’istinshāq.
5. Lavare bene la testa e i capelli
Si fa giungere l’acqua alla testa e soprattutto alle radici dei capelli.
ʿĀʾisha riferisce che il Profeta ﷺ faceva penetrare l’acqua tra i capelli e successivamente versava tre manciate d’acqua sulla testa.
6. Lavare tutto il corpo
Infine si fa scorrere l’acqua su tutto il corpo.
Bisogna prestare particolare attenzione alle zone nelle quali l’acqua potrebbe non arrivare facilmente:
ascelle, ombelico, spazio fra le dita, pieghe cutanee e altre parti meno esposte.
Il principio fondamentale è che l’acqua raggiunga l’intera superficie esterna del corpo che deve essere lavata.
Una normale doccia vale come ghusl?
Sì.
VIDEO · APPROFONDIMENTO
Come eseguire il ghusl: una dimostrazione pratica
Un supporto visivo alla procedura descritta nell’articolo, utile per osservare concretamente i principali passaggi del ghusl.
Il video ha finalità esclusivamente illustrative. Per le differenze giuridiche tra le scuole si rimanda alle note di fiqh dell’articolo.
Non è necessario utilizzare un recipiente né riprodurre materialmente il modo in cui ci si lavava all’epoca del Profeta ﷺ.
NOTA PRATICA
Perché la purificazione sia valida, l’acqua deve poter raggiungere effettivamente la pelle e le parti del corpo che devono essere lavate. Eventuali sostanze che formano una vera barriera impermeabile devono quindi essere rimosse prima del ghusl.
Una semplice traccia di colore, olio o sostanza grassa che non impedisce all’acqua di raggiungere la pelle non invalida invece il lavacro.
Una normale doccia può essere pienamente valida come ghusl quando vengono rispettate le condizioni della purificazione rituale.
La persona deve avere l’intenzione rituale richiesta — secondo la maggioranza dei giuristi — e deve fare arrivare l’acqua sull’intero corpo.
Per seguire la forma più completa e tenere conto delle diverse opinioni giuridiche, è opportuno risciacquare anche bocca e naso.
Non è necessario utilizzare sapone o shampoo ai fini della validità rituale.
Questi prodotti appartengono alla pulizia fisica del corpo, mentre la purificazione maggiore si realizza attraverso l’acqua.
Quando invece l’acqua non è disponibile, oppure il suo utilizzo è impossibile o dannoso, la Legge islamica prevede il tayammum come forma sostitutiva di purificazione rituale, che in determinate condizioni può sostituire anche il ghusl.
Bisogna sciogliere le trecce per fare il ghusl?
Una questione particolarmente importante per il ghusl della donna riguarda i capelli intrecciati.
Umm Salama disse al Profeta ﷺ:
SUNNAH
«Sono una donna che intreccia strettamente i capelli.»
Gli domandò quindi se dovesse sciogliere le trecce per il ghusl dalla janāba.
Il Profeta ﷺ le rispose che era sufficiente versare l’acqua sulla testa tre volte e successivamente lavare il resto del corpo.
Ṣaḥīḥ Muslim, 330a.
La donna non deve quindi necessariamente sciogliere le trecce per il ghusl dalla janāba, purché l’acqua raggiunga effettivamente la testa e le radici dei capelli.
Il punto determinante non è la forma dell’acconciatura, ma il fatto che l’acqua arrivi dove deve arrivare.
Per il ghusl successivo alle mestruazioni, le tradizioni profetiche insistono particolarmente sull’accuratezza con cui deve essere lavata la testa.
Qual è il minimo necessario perché il ghusl sia valido?
È utile distinguere fra:
ghusl minimo valido e ghusl completo secondo la Sunnah.
NOTA DI FIQH
Il requisito fondamentale del ghusl è che l’acqua raggiunga l’intera superficie esterna del corpo e i capelli. Secondo le scuole mālikita, shāfiʿita e ḥanbalita è inoltre necessaria la niyya, ossia l’intenzione di compiere la purificazione rituale. La scuola ḥanafita non considera invece la niyya una condizione indispensabile per la validità del ghusl.
La forma completa profetica aggiunge:
lavaggio delle mani, rimozione delle impurità, wuḍūʾ, lavaggio accurato della testa e successivo lavaggio dell’intero corpo.
Per questo motivo è preferibile non limitarsi al minimo indispensabile quando è possibile seguire con facilità la modalità trasmessa dalla Sunnah.
Nel caso del ghusl obbligatorio per la janāba, la purificazione maggiore può comprendere anche la purificazione minore, senza che sia necessariamente richiesto un secondo wuḍūʾ separato, purché siano rispettate le condizioni previste per la purificazione rituale.
La modalità più completa rimane tuttavia quella trasmessa dalla Sunnah: il Profeta ﷺ era solito compiere il wuḍūʾ durante il ghusl, prima di completare il lavaggio del corpo.
Naturalmente, se durante o dopo il ghusl si verifica una delle condizioni che annullano il wuḍūʾ, sarà necessario rinnovarlo prima della preghiera.
Naturalmente, se durante o dopo il ghusl si verifica una delle condizioni che normalmente annullano il wuḍūʾ, sarà necessario rinnovarlo prima della preghiera.
Il ghusl è soltanto una forma di igiene?
No.
L’igiene personale è certamente valorizzata dall’Islam, ma il ghusl appartiene alla dimensione della ṭahāra, la purificazione rituale.
Il Qurʾān conclude il versetto sulle abluzioni con parole che aiutano a comprenderne il significato:
QURʾĀN
«Allah non vuole imporvi alcuna difficoltà, ma vuole purificarvi.»
Il corpo non viene quindi percepito come qualcosa da mortificare o disprezzare.
Come ricorda il ḥadīth già citato, il Profeta ﷺ insegnò che «il credente non diventa impuro» (Ṣaḥīḥ al-Bukhārī, 283).
La purificazione maggiore riguarda una condizione rituale attraverso la quale il credente si prepara nuovamente alla preghiera e ai suoi atti essenziali, entrando nella relazione cultuale con Allah.
Il ghusl esprime così un tratto profondo della spiritualità islamica: corpo e adorazione non vengono separati.
L’acqua, accompagnata dall’intenzione e dall’obbedienza, diventa parte dell’atto di culto.
Domande frequenti sul ghusl
Posso fare il ghusl sotto la doccia?
Sì. Una normale doccia è sufficiente se viene compiuta con l’intenzione richiesta e l’acqua raggiunge tutto il corpo.
Devo usare sapone o shampoo?
No. Sapone e shampoo possono essere utilizzati per l’igiene, ma non sono condizioni per la validità del ghusl.
Devo fare prima il wuḍūʾ?
Effettuare il wuḍūʾ durante il ghusl corrisponde alla modalità completa trasmessa dalla Sunnah. È quindi la pratica raccomandabile.
Una donna deve fare il ghusl dopo un sogno erotico?
Soltanto quando constata l’emissione del liquido, come precisato dal Profeta ﷺ: “Sì, se vede il liquido.” (Ṣaḥīḥ al-Bukhārī, 282).
Bisogna sciogliere i capelli o le trecce?
Nel ghusl dalla janāba non è necessario sciogliere le trecce se l’acqua riesce a raggiungere adeguatamente la testa e le radici dei capelli. Lo attesta esplicitamente il ḥadīth di Umm Salama in Ṣaḥīḥ Muslim.
Il ghusl è obbligatorio anche senza eiaculazione?
Sì, quando è avvenuto un rapporto sessuale completo. La Sunnah stabilisce l’obbligatorietà del ghusl anche in assenza di eiaculazione.
Wa-Llāhu aʿlam — e Allah è il più Sapiente.
Samir Mazouz


